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PAY FOR SUCCESS, TORINO FA DA APRI PISTA

PAY FOR SUCCESS, TORINO FA DA APRI PISTA

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Si chiama ‘Pay for success’ ed è la prima sperimentazione nazionale di “social impact bond”, lo strumento finanziario con cui il settore pubblico raccoglie investimenti privati per pagare chi gli fornisce servizi di welfare. La remunerazione del capitale investito viene agganciata al raggiungimento di un certo risultato sociale, che si traduce nella riduzione del costo per l’intera società.

Il progetto pilota è realizzato a Torino da Fondazione bancaria Sviluppo e Crescita di CRT e Human Foundation in collaborazione con la Casa Circondariale Cotugno e Lorusso, per favorire il reinserimento lavorativo dei detenuti per ridurre la recidiva, favorendo così una diminuzione degli effetti negativi della stessa sulla società, sia dal punto di vista sociale che economico.

Se i detenuti, al termine del percorso non faranno ritorno in carcere, la Pubblica Amministrazione e la comunità beneficeranno sia della riduzione dei costi diretti (pasti, sicurezza…) che indiretti (tasso di criminalità), sino ad un maggior introito fiscale qualora i soggetti si inseriranno stabilmente nel mondo del lavoro.

I social impact bond rappresentano un importante stimolo all’innovazione sociale – ha detto alla presentazione del progetto Massimo Lapucci, Segretario Generale della Fondazione CRT e della Fondazione Sviluppo e Crescita CRT– soprattutto come strumenti in grado di favorire concreti risultati sociali e prospettive di ritorno dei capitali investiti nel tempo: un campo in cui la collaborazione pubblico-privato ha ampie potenzialità”.

Giovanna Melandri, presidente di Human Foundation è convinta che l’esperienza di Torino possa contribuire alla diffusione di modelli che “favoriscono sia l’erogazione di risorse pubbliche ‘collegate ai risultati’, che la partecipazione dei privati alle politiche sociali. Solo così con innovazioni profonde e sperimentazioni coraggiose possiamo difendere lo Stato Sociale e fare meglio con le risorse date”.

Il Politecnico di Milano, l’Università di Perugia e KPMG, insieme con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, hanno offerto il loro apporto per lo studio di fattibilità e l’identificazione degli strumenti ‘pay by result’ per un approccio innovativo dei percorsi di reinserimento. Percorsi che saranno declinati e personalizzati in base alle esigenze dei beneficiari e che prevedono, oltre ad inserimento lavorativo e formazione, anche un accompagnamento personale con interventi di counseling e mediazione famigliare, la ricerca di spazi abitativi per fruire delle misure alternative al carcere e momenti ricreativi e di socializzazione.

“Parlare di innovazione significa rispondere in modo ‘nuovo’ alle marginalità sociali – ha concluso il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, intervenuto alla presentazione del progetto -. È più che mai necessaria una rivoluzione copernicana del sistema carcerario, guidata da un’inversione dello sguardo dall’interno verso l’esterno: l’istituto penitenziario deve qualificarsi non come strumento punitivo, bensì come luogo di risocializzazione, in primis attraverso il lavoro”.

 


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