S-nodi | Dai banchi alla cattedra con i profughi di Asti
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Dai banchi alla cattedra con i profughi di Asti

Dai banchi alla cattedra con i profughi di Asti

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La conoscenza della lingua italiana è alla base del percorso di inclusione per tutti i migranti. Ma cosa succede se ad insegnare sono i ragazzi delle superiori? È ciò che stanno sperimentando gli studenti del terzo e quarto anno dell’indirizzo Scienze Umane del Liceo Monti di Asti. Da qualche settimana sono infatti i ragazzi del liceo ad insegnare l’italiano ai profughi da Ghana, Guinea, Bangladesh e Nigeria ospitati dalla Caritas di Asti, seguendo la metodologia della scuola Scuola Penny Wirton, uno dei più famosi laboratori antropologici dell’Europa contemporanea.

Penny Wirton è una scuola di italiano per stranieri, gratuita, fondata dallo scrittore Eraldo Affinati e che, come previsto dalla Buona Scuola, si inserisce tra le possibilità del percorso alternanza scuola lavoro.

Gli studenti del Monti di Asti, tutti tra i 16 e 18 anni, applicano perciò un programma di insegnamento one-to-one e a piccoli gruppi, su base volontaria, senza voti, classi o burocrazie, ma con grande attenzione al rigore didattico. In questo percorso la persona è al centro, con i suoi ritmi e le sue caratteristiche, da cui scaturisce un rapporto di reciprocità fondamentale per rendere efficaci le azioni. Mentre i migranti imparano la lingua, e da qui iniziano l’esperienza dell’inclusione, i ragazzi approfondiscono la conoscenza reciproca e abbattono le paure della diversità.


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