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Bimbi migranti al primo posto

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In occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, Caritas Europa si è unita a Papa Francesco nell’appello per rivolgere l’attenzione ai minori, ai bambini, che da soli affrontano viaggi e pericoli con la speranza di un futuro migliore. Caritas Europa esorta infatti ufficialmente gli Stati Membri a tenere in massima considerazione i casi di bambini non accompagnati che chiedono protezione.

Tra i suggerimenti, il rilascio di “visti umanitari” soprattutto nei casi in cui ci sono masse di   persone costrette a lasciare il proprio Paese, l’applicazione, se necessario, della “Direttiva di protezione temporanea, per consentire alle persone di viaggiare in modo sicuro e spendere i loro soldi in viaggi ordinari anziché pagare i trafficanti” e il miglioramento della “protezione dei richiedenti asilo minorenni riformando il Sistema comune di asilo europeo (Ceas)”.

“Al tempo stesso – sollecita il segretario generale di Caritas Europa Jorge Nuño Mayer in una nota – i leader europei attivino canali legali, in modo tale che i minori non debbano dipendere dai trafficanti per raggiungere l’Europa”.

“Salvare vite umane dev’essere una priorità ed è urgente che le autorità nazionali di tutta Europa si impegnino maggiormente per assistere e proteggere rifugiati e migranti” si legge anche sul sito dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

L’appello arriva in giorni difficili, in cui il maltempo mette a dura prova soprattutto l’area balcanica andando ad aggravare la situazione di quasi 10 mila uomini, donne e bambini provenienti da Afghanistan, Pakistan, Siria ed Iraq, bloccati dalle politiche europee sulla migrazione, che da mesi cercano protezione umanitaria in Europa.

Le temperature, che arrivano a 20 gradi sotto zero, e le pesanti nevicate rappresentano una grave emergenza per le persone che vivono in campi profughi non attrezzati per il freddo, o in edifici abbandonati o per strada.

Solo nella capitale serba, Belgrado, ci sono oltre 2mila persone bloccate al gelo. I minori, in questo contesto sono i più vulnerabili ed indifesi. Il governo serbo sta accogliendo circa l’80% dei rifugiati, richiedenti asilo e migranti, in strutture riscaldate, tuttavia il restante 20%, frenato dalla paura di essere trasferiti al confine con Macedonia e Bulgaria e rimpatriati nei paesi di provenienza, continua a ripararsi in sistemazioni di fortuna inadeguate. Caritas Serbia è in prima linea nell’accoglienza e nel supporto ai rifugiati, con un’attenzione particolare ai bambini e ai minori.

 


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