S-nodi | GENERATIVITÀ AL PLURALE
S-nodi | GENERATIVITÀ AL PLURALE
16639
post-template-default,single,single-post,postid-16639,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-theme-ver-9.2,wpb-js-composer js-comp-ver-4.11.2.1,vc_responsive
 

GENERATIVITÀ AL PLURALE

GENERATIVITÀ AL PLURALE

Condividi sui tuoi social!

Sono tutte declinate al plurale le dieci esperiente raccontate nel corso di “Spiriti creativi”, ovvero la seconda giornata dedicata alla “generatività”, promossa a Milano da Archivio della Generatività sociale e dal mensile Vita, in partnership con il Gruppo Unipol e con il sostegno di Intesa Sanpaolo.

Si tratta di storie di persone che hanno sfruttato il momento di “crisi” per prendere l’iniziativa creando organizzazioni, famiglie, imprese e comunità, nel segno dell’innovazione e della rigenerazione.  Una carrellata di esperienze, tutte al plurale, perché la generatività non è cosa da navigatori solitari ma è frutto di collaborazione e contaminazione.

Non ci sono solisti, proprio come accade per la Banda Rulli Frulli, uno dei progetti protagonisti della giornata, nata da un’idea di Federico Alberghini all’interno della Fondazione Scuola di musica Andreoli di Mirandola, in provincia di Modena, per creare integrazione tra i giovani ed un utilizzo creativo di materiali di scarto. Non ci sono elementi che spiccano rispetto ad altri ma ognuno dà il proprio contributo: un lavoro impegnativo dato il numero di elementi della banda, che oggi conta 70 bambini, adolescenti e giovani, abili e diversamente abili.

E poi ancora Penny Wirton, la scuola di italiano per stranieri, di Eraldo Affinati, diffusa in una ventina di città italiane, dove insegnanti volontari si mettono a disposizione di chiunque abbia necessità di apprendere la lingua. Una scuola nata dal desiderio di insegnare la nostra lingua ai migranti come se parlare, leggere e scrivere fossero acqua, pane e vino, senza voti, schemi preconfezionati e burocrazia.

Gli “spiriti creativi” dimostrano come la generatività possa unire progetti sociali anche lontanissimi tra loro dando la forza necessaria per creare un movimento capace di rendere utile e produttivo ciò che apparentemente può sembrare fuori gioco, perduto, inutile attraverso il coinvolgimento dell’intero sistema della comunità.

Il metodo generativo è ben radicato anche nei progetti di S-NODI, parte del programma di Caritas Italiana Azioni di Sistema, che hanno come obiettivo quello di co-progettare, sviluppare e valutare iniziative locali che hanno la potenzialità di diventare policy per nuove forme di welfare. “Fa bene” è uno di questi progetti, ideato e avviato a Torino da una rete di associazioni, architetti e creativi, cooperative, commercianti e cittadini che condividono un’idea semplice: chi compra al mercato può acquistare alimenti in più, oltre alla propria spesa, destinati a chi non può permettersi cibo fresco e di qualità. I commercianti del mercato, inoltre, mettono a disposizione il loro invenduto a fine giornata. Quanto raccolto viene poi suddiviso e consegnato in bicicletta alle famiglie segnalate dai servizi sociali; chi riceve, a sua volta, ricambia quanto ricevuto impegnandosi a favore della comunità.


Condividi sui tuoi social!
No Comments

Post A Comment