S-nodi | KALLIPOLIS: La città che vogliamo
S-nodi | KALLIPOLIS: La città che vogliamo
16615
post-template-default,single,single-post,postid-16615,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-theme-ver-9.2,wpb-js-composer js-comp-ver-4.11.2.1,vc_responsive
 

KALLIPOLIS: La città che vogliamo

KALLIPOLIS: La città che vogliamo

Condividi sui tuoi social!

A Trieste seconda study visit di Comunità che Innovano

Come mettersi in movimento con consapevolezza per i propri territori? Come partecipare alla rigenerazione urbana? Come divincolarsi tra aspettative e frustrazioni nell’elaborazione dei progetti?

Su questi temi riflettono e si confrontano i 55 giovani, tra i 18 e 25 anni, coinvolti nel progetto Comunità che Innovano di Caritas Italiana, giunto alla sua seconda tappa con la Study visit di Trieste. Capacità, coinvolgimento, multi e interdisciplinarità sono le parole chiave che delineano l’approccio dei partecipanti, alla ricerca ed allo studio di azioni che possano mettere in atto processi contro la povertà e favorevoli allo sviluppo dei territori in cui vivono.

Tre giorni a Trieste per sperimentare livelli esperienziali diversi (personale, territorio e resilienza) con l’obiettivo di formare e far crescere una sana “inquietudine”, il desiderio di toccare con mano per poi mettersi in gioco in prima persona.

I ragazzi hanno sperimentato il laboratorio di recitazione orientato alla consapevolezza di come il nostro corpo è continuamente in movimento ed ha bisogno relazione con l’ambiente, con gli altri. La sfida odierna sta nell’imparare a fare rete in uno spazio in cui i confini sono variabili.

Lo spazio è stato protagonista anche del secondo laboratorio, nel quartiere Rozzol Malara, conosciuto per ospitare il complesso residenziale popolare chiamato “il quadrilatero”. Il documentario di Rodolfo Bisatti, ha presentato ai ragazzi un progetto di riqualificazione nel quale i temi del disagio, dell’isolamento, dell’identità dei gruppi e di quartiere si incrociano con aperture di possibilità, opportunità, diritti riconosciuti o conquistati e relazioni che crescono. Con questo patrimonio conoscitivo appena acquisito i partecipanti hanno provato ad ideare e presentare, in meno di 200 minuti, “quattro proposte di rigenerazione urbana resiliente in grado di mettere a sistema popolazione, comunità, eventi e riappropriazione di beni comune”.

La città è stata ancora protagonista nel gioco di ruolo ‘Kallipolis’, in cui ogni gruppo rappresenta un complesso urbano con lo scopo di far diventare la propria città, per prima, la buona città: pianificata, inclusiva, sana e sicura, green, resiliente e produttiva. Attraversando i diversi settori i giocatori incontrano situazioni favorevoli e sfavorevoli, vi sono carte che facilitano l’ottenimento degli obiettivi e altre che lo rendono più complesso. Vincono i giocatori che meglio riescono ad esplorare le strategie per raggiungere gli obiettivi e a promuovere gli strumenti integrati per la realizzazione di uno sviluppo sostenibile. In questo percorso ci possono essere degli ‘errori’ che possono generare apprendimento o danno, a seconda dell’approccio. Questo il tema del laboratorio conclusivo, guidato di Alessandro Sicora, professore di Metodi e tecniche del servizio sociale all’Università della Calabria, autore del libro Errore e apprendimento nelle professioni di aiuto.

Ecco dunque che la capacità di trasformare gli elementi negativi in opportunità di crescita e di forza, è una strada privilegiata per ridurre la vulnerabilità all’interno di processi non indenni da rischio ed avversità, andando al contempo a creare una solida resilienza.

Resilienza, è una delle parole chiave che i giovani, entusiasti e fortemente coinvolti, si sono portati di ritorno nelle comunità di appartenenza (Biella, Torino, Saluzzo, Verona, Senigallia e Trieste), dove proseguiranno la formazione, in attesa della prossima tappa a Messina, a cui seguiranno quelle in Europa.

trieste-180 trieste-223 trieste-227 trieste-267 trieste-274 trieste-262


Condividi sui tuoi social!
No Comments

Post A Comment