S-nodi | Comunità e benessere al centro del contrasto alla povertà
S-nodi | Comunità e benessere al centro del contrasto alla povertà
16612
post-template-default,single,single-post,postid-16612,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-theme-ver-9.2,wpb-js-composer js-comp-ver-4.11.2.1,vc_responsive
 

Comunità e benessere al centro del contrasto alla povertà

Comunità e benessere al centro del contrasto alla povertà

Condividi sui tuoi social!

La comunità e il diritto a stare bene sono alcuni dei temi su cui si sta concentrando la riflessione di Caritas, sottolineata anche dal direttore di Caritas Italiana don Francesco Soddu in occasione della presentazione a Roma di Azioni di Sistema, il programma di promozione di nuove strade per il contrasto alla povertà

“Un quinquennio di crisi” ha spiegato don Soddu alla presentazione del 1 dicembre alla Fondazione CON IL SUD “e il netto peggioramento delle condizioni economiche di molta parte della popolazione nel nostro paese stava progressivamente e sempre più intensamente scaricando sulle Caritas una pressione crescente in termini di richieste di intervento sempre più diffuse e consistenti. Che cosa fare, dunque?

Il monito della Evangelii gaudium – “la realtà è superiore all’idea” – unito al nostro mandato statutario, che consiste nel promuovere “la testimonianza della carità in forme consone ai tempi e ai bisogni” ci ha imposto di aderire il più possibile alla realtà, avendo però anche ben chiaro l’orizzonte di senso in cui era necessario muoversi e che consisteva nel trovare il modo migliore per far stare bene e meglio le persone in difficoltà e per far star bene e meglio anche le comunità in cui queste persone vivono. Doppio livello di intervento, quindi, doppia difficoltà, ma anche la possibilità di raddoppiare i benefici.

Se la Caritas ha da sempre promosso sui territori forme di intervento di stampo comunitario e con un alto tasso di coinvolgimento dei soggetti locali, è pur vero che la crisi ha reso questo elemento cruciale per una efficace azione di contrasto alla povertà. La crisi ha infatti da una parte esasperato le necessità primarie della gente (casa, reddito, salute, occupazione, istruzione), dall’altro ha fatto emergere nuovi bisogni essenziali che vanno soddisfatti perché le persone possano non solo sopravvivere ma anche stare bene: bisogni di relazioni attive, di scambi, di fiducia. 

Se quindi da una parte si è cercato di far fronte all’incremento di richieste di sostegno materiale (abbiamo attivato un canale di finanziamento aggiuntivo rispetto agli ordinari proprio in risposta alla crisi), dall’altro si è dato vita a un programma di intervento in una prospettiva di più ampio respiro.

Questo ci è sembrato un tempo opportuno per avviare un serio ripensamento delle strategie di lotta alla povertà e permettere a un numero sempre maggiore di persone di stare bene e stare meglio. E le persone stanno bene quando hanno un reddito congruo, quando hanno fiducia nelle istituzioni e nel mercato, quando si sentono supportate in momenti di difficoltà, quando si sentono libere di prendere delle decisioni, quando possono esprimersi con generosità e autenticità, quando sono libere di dire no alle economie criminali.

Inoltre, solo investendo nel benessere sociale si accresce la produttività e la coesione: una società slabbrata non è nelle condizioni di crescere economicamente, né di accogliere e includere i suoi cittadini più fragili.

Da qui prende corpo l’idea di sostenere alcuni contesti territoriali nella sperimentazione di risposte nuove alla povertà, basate sul coinvolgimento contestuale delle persone e delle comunità”.


Condividi sui tuoi social!
No Comments

Post A Comment