S-nodi | Le 60 imprese sociali che muovono l’economia
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Le 60 imprese sociali che muovono l’economia

Le 60 imprese sociali che muovono l’economia

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#Fraternels è il libro digitale, realizzato da Caritas Parigi in collaborazione con il quotidiano La Croix e Radio Classique, che raccoglie una selezione di 60 delle 660 interviste radiofoniche, realizzate in tre anni dalla giornalista Christine Quentine, ad imprese sociali che con il loro operato impattano sull’economia e stimolano la voglia di cambiamento.

Si tratta di imprese presenti sul territorio, impegnate nella lotta contro la povertà, in progetti culturali, sulla salute piuttosto che progetti abitativi. Fil rouge delle loro azioni il credere in progetti capaci di generare benessere attraverso programmi che stimolano le relazioni sociali, l’inclusione dei più poveri, la salvaguardia dell’ambiente, la formazione dei giovani.

Come scrive Guillaume Gobert, direttore del quotidiano La Croix, nella prefazione, “Gli imprenditori sociali dimostrano, che le imprese sono al servizio della società, non solo i loro azionisti, i loro leader o dei loro dipendenti. La motivazione che le anima è creare benessere”.

Tra le persone intervistate, Jean Marc Borello, presidente di SOS, gruppo nato per immaginare nuove risposte per persone affette da dipendenze, ma che negli anni si è voluto abbracciando in modo globale i problemi che coinvolgono l’individuo, portando innovazione in vari campi: salute, abitazione, educazione, inclusione, formazione professionale. Oggi, SOS gruppo ha 405 stabilimenti e servizi e 15.000 dipendenti.

Alla domanda: “quali sono le chiavi per diventare un grande gruppo nel mondo associativo, egli afferma l’importanza dell’eterogeneità e della contaminazione delle risorse umane”. La definisce una “miscela vincente di profili”.

Pierre Emmanuel Grange racconta invece come ha portato in Francia l’esperienza del micro-dono dell’arrotondamento conosciuta in Messico. La start up è stata creata nel 2009 e ad oggi conta 10.000 negozi che offrono l’arrotondamento di cassa, più 150 aziende che praticano l’arrotondamento di paga, con 1 milione di euro raccolti nel 2015, che si prevede raddoppi nel 2016. Al di là della possibilità offerta all’impresa di erogare servizi, egli sottolinea l’importanza degli incontri e della rete che vengono attivati a livello locale, egli dice “è questo quello che cerchiamo”. Il suo consiglio: “conoscere, incontrare, dar da mangiare, pensare e fare da progetto pilota. Provate!”

E poi ancora l’associazione Enactus, le cui azioni fanno a pensare al progetto di S-NODI “Comunità che innovano”. Anche per loro i destinatari sono i giovani e l’obiettivo è il coinvolgerli attivamente in progetti imprenditoriali, ambientali e sociali. Enactus ha coinvolto dagli studenti di Economia a quelli di ingegneria, sono partiti con 370 studenti sei anni fa ed ora sono 1.300, con 55 scuole partner. Enactus cerca di condurre i giovani ad interessarsi al loro territorio. Chiede loro di guardarsi intorno per individuare un progetto con un valore aggiunto da sviluppare e portare avanti insieme come squadra.

Parallelamente sono previse delle sessioni formative per aiutare a misura l’efficacia di un progetto, valorizzare le competenze, la leadership. Ad offrire maggior stimolo, la competizione annuale finale, in cui il team vincente potrà presentare il proprio progetto a più di 100 manager e uomini d’affari.

Ad oggi sono 155 progetti d’imprenditoria sociale sviluppati a favore di 13.308 beneficiari con il coinvolgimento di 1.308 giovani.


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