S-nodi | 45 candeline per Caritas italiana
S-nodi | 45 candeline per Caritas italiana
7058
post-template-default,single,single-post,postid-7058,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-theme-ver-9.2,wpb-js-composer js-comp-ver-4.11.2.1,vc_responsive
 

45 candeline per Caritas italiana

45 candeline per Caritas italiana

Condividi sui tuoi social!

“Essere stimolo e anima perché la comunità tutta cresca nella carità e sappia trovare strade sempre nuove per farsi vicina ai più poveri”: sono le parole che papa Francesco ha rivolto ai responsabili di Caritas Italiana durante l’udienza, per ricordarne l’obiettivo principale dell’essere e dell’agire. Un pensiero che assume un particolare significato in occasione del 45° anniversario dalla nascita dell’organizzazione. Un’occasione preziosa per fare ribadire l’impegno di Caritas nella lotta alla povertà, proprio nell’anno del Giubileo della Misericordia. Un impegno affrontato con consapevolezza, fin dall’inizio, seguendo le indicazioni di papa Paolo VI quando, il 28 settembre 1972, incontrando le Caritas Italiana e diocesane, diceva: “Al di sopra dell’aspetto puramente materiale della vostra attività, deve emergere la sua prevalente funzione pedagogica”.

Lo sviluppo delle persone, delle famiglie e delle comunità passa attraverso la promozione delle relazioni di solidarietà tra gli individui e le reti, accompagnando le azioni con la sensibilizzazione e l’educazione in grado di andare oltre lo slancio emotivo e contingente. Determinante in questo processo è il radicamento dell’inclusione.

Inclusione sociale significa fare cultura, imparare a leggere bene la storia e favorire la conoscenza tra realtà diverse, andando così a costruire legami generativi che resistono nel tempo. Le situazioni di emergenza, come ha ricordato monsignor Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente di Caritas italiana, impongono infatti una continua rilettura e riflessione perché “il nostro agire sia sempre più consapevole e il nostro stile sempre più attento alle esigenze”.

In questo senso, il progetto nazionale ‘Comunità che innovano’ è un esempio della continua ricerca di nuove forme di riduzione della povertà attraverso esperienze di innovazione sociale. Mettendo in rete diverse realtà impegnate sul territorio, il modus operandi ‘Comunità che innovano’ propone progetti che oltre a costituire un’azione concreta formano i soggetti coinvolti, offrendo loro la possibilità di diventare attori dell’innovazione sociale stessa, della cittadinanza attiva e dello sviluppo locale.

Territorio, comunità e persone sono il terreno fertile su cui puntare per contrastare le povertà vecchie e nuove e generare un cambiamento positivo. La sfida da vincere è quella di individuare comunità innovative e generative, metterle in relazione tra di loro e, attraverso formazione alle risorse e interventi sui sistemi territoriali, accompagnarle e farle crescere nelle loro potenzialità. Per ‘Comunità che innovano’ questo percorso è stato realizzato da S-NODI, l’agenzia territoriale di sviluppo che lavora sulle “Azioni di sistema contro la povertà”.

Rapporto annuale Caritas 2015


Condividi sui tuoi social!
No Comments

Post A Comment