S-nodi | Una nuova stagione per l’innovazione sociale
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Una nuova stagione per l’innovazione sociale

Una nuova stagione per l’innovazione sociale

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È stato da poco pubblicato il volume dedicato all’innovazione sociale presente nelle pratiche e nelle azioni di Caritas Italiana, nato all’interno della Comunità professionale Europa (CPE), il gruppo di lavoro composto da operatori di circa 40 Caritas italiane, con il compito di rilanciare l’impegno sulla promozione della “dimensione Europea” all’interno del lavoro quotidiano della rete Caritas e riflettere sulle sfide presenti per contribuire a costruire l’Europa dei popoli.

Il documento è aperto da un’introduzione curata da Laura Stopponi, responsabile ufficio Europa di Caritas Italiana, focalizzata sulla rilevanza della dimensione nella costruzione di quella che Giovanni Paolo II chiamava ‘globalizzazione della solidarietà’. Seguono le riflessioni di Marco Aliotta, Responsabile dell’Osservatorio della Povertà della Caritas Diocesana di Trieste, che adotta come definizione di riferimento quella della Commissione Europea secondo cui è innovazione sociale ‘l’attuazione di nuove idee, prodotti, servizi e modelli che vadano incontro ai bisogni sociali e creino nuove relazioni o collaborazioni sociali’, ricordandone gli elementi principali: identificazione di nuovi/insoddisfatti/non adeguatamente soddisfatti bisogni sociali; sviluppo di nuove soluzioni in risposta a questi bisogni sociali, valutazione dell’efficacia delle nuove soluzioni nel venire incontro ai bisogni sociali e aumento progressivo di efficaci innovazioni sociali.

Dopo la presentazione di azioni e progetti di diverso tipo, il volume fa anche il punto sulle prospettive dell’innovazione sociale per Caritas attraverso le considerazioni di Tiziana Ciampolini, ceo di S-NODI e responsabile dell’Osservatorio Caritas Torino. «I progetti presentati» spiega «mettono in luce la possibilità che essi offrono alle persone di riallacciare relazioni ‘dense’, di immaginare possibilità nuove, di fare esperienza della cura e della responsabilità diretta ed indiretta che ciascuno può assumersi verso l’altro.

Questa è una specificità del welfare italiano». Per le Caritas, l’innovazione sociale in Italia si manifesta nel contributo che le persone danno alla creazione e all’evoluzione dei propri ambienti di vita, persone diverse per età, genere, ceto sociale, competenze, ruolo sociale e professionale che condividono lo stesso contesto e lo stesso bisogno di stare bene, declinando in modo nuovo il concetto di welfare. «In questo caso» sottolinea ancora Tiziana Ciampolini «non c’è differenza tra chi dà e chi riceve, tra operatore e volontario, tra utente e professionista: ciascuno è chiamato a compiere entrambe le azioni, per un impegno di cocreazione e coproduzione in vista della realizzazione di obiettivi e beni comuni».

I progetti si pongono come obiettivo la costruzione di nuove forme di networking, sia per alimentare possibilità e opportunità per le persone, sia per accrescere, sul piano collettivo, la sfera dell’interesse comune. «Queste nuove pratiche» conclude la ceo di S-NODI «stanno inaugurando una nuova stagione per la governance pubblica e per la politica in generale, articolando in modo inedito obiettivi, performances e valutazioni. Dai territori stanno nascendo soluzioni da riconoscere e monitorare per selezionare e sostenere le più efficaci, affinché durino e si replichino in modo idoneo in altri contesti divenendo infine politiche che, attraverso regole nuove, portino sviluppo per tutti. Tutto ciò ci dice che non possiamo che esistere come Chiesa aperta, in “uscita” sul territorio di cui facciamo parte. Tutte queste esperienze nascenti ci stimolano a ulteriori scelte operative che possano migliorare le iniziative in atto nella Chiesa per riempire di contenuti nuovi nel segno della generatività».


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