S-nodi | La scuola S-NODI accompagna processi di cambiamento
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La scuola S-NODI accompagna processi di cambiamento

La scuola S-NODI accompagna processi di cambiamento

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Mercato, dinamiche «bubbles», generatività, presidio della creatività, il valore della comunità. Questi e molti altri i temi affrontati nella sessione della  Scuola S-NODI svoltasi nello scorso mese di maggio presso il museo Ettore Fico.

La Scuola S-NODI, attiva fin dal 2014, propone incontri periodici nel corso dei quali soggetti di diversa provenienza (istituzioni, università, terzo settore, impresa) possono scambiare informazioni e lavorare per mettere realmente a sistema le iniziative, le riflessioni e le conoscenze in tema di pratiche e politiche di Welfare.

Al centro degli interventi di Lyudmila Petrova (economista della cultura presso Creare Fundation, partner di S-NODI nella valutazione dei progetti), e Tiziana Ciampolini, (presidente del Consiglio di amministrazione di S-NODI, nonché direttore dell’Osservatorio Caritas Torino e responsabile delle azioni di sistema anticrisi realizzate nel contesto torinese e piemontese su incarico di Caritas Italiana), il ruolo della sfera sociale nella promozione del cambiamento

La sfera sociale è caratterizzata da una «bubble dynamics», espressione utilizzata per evocare al tempo stesso  effervescenza e frammentazione, elementi che connotano la vulnerabilità della sfera sociale sia in termini di produzione del cambiamento sia nel rapporto con le altre sfere da cui il cambiamento può derivare: il mercato e la governance.

Alcune recenti trasformazioni sociali (sviluppo delle tecnologie, diffusione della sharing knowledge, partenariati pubblico-privati) stanno consentendo di valorizzare al massimo l’effervescenza, intesa come energia positiva e di trasformazione che è proprio della sfera sociale che quindi sta diventando propulsore del cambiamento nelle pratiche e nelle politiche.

Lo abbiamo visto – ha sottolineato Lussy Petrova – anche osservando i progetti di S-NODI e la loro capacità di produrre cambiamento nelle comunità (sono stati citati esempi di nuovi modelli di cittadinanza e partecipazione, e di coinvolgimento delle comunità nella costruzione dei beni relazionali). nelle pratiche (il cambiamento viene letto in termini di  co-ownership) e nelle politiche varate a livello nazionale a partire dalle evidenze di successo delle pratiche).

Il messaggio-chiave dell’intervento di Petrova è stato rafforzato da Tiziana Ciaampolini che, ntroducendo la prima sessione di lavoro, moderata da Marco Aliotta ha ribadito

A sostegno della bubble dynamics occorrono risorse ed è necessario un attento lavoro di accompagnamento dei processi che può essere fatto solo sul territorio e dal territorio, spiegando e visibilizzando il cambiamento anche a quei soggetti che fanno più fatica a comprenderlo,

La sessione moderata da Aliotta è stata aperta da  un intervento di Luca Grbach, responsabile delle politiche giovanili per Compagnia di San Paolo,

Stiamo lavorando per uscire dalla bolla delle Fondazioni ascoltare i territori e innescare processi di partecipazione e condivisione della responsabilità che guardino al presente rispondendo ai bisogni emergenti, ma anche al futuro

Ai temi dell’economia civile e della generatività sociale sono stati dedicati, invece, gli interventi di Silvia Vacca, Scuola di economia civile, e Patrizia Cappelletti, Archivio della generatività, incentrati rispettivamente sul ruolo dell’impresa nel produrre cambiamento e sul passaggio dal paradigma del consumo a quello della generatività.

L’esperienza dell’economia civile scardina l’immagine dell’impresa come entità dedita esclusivamente al profitto e auto-interessata  [….] l’impresa può essere alleata dello sviluppo di comunità e del territorio.

ha sostenuto Silvia Vacca portando anche alcuni esempi di casi-studio oggetto dell’attenzione della SEC.

Domandandosi che cosa viene dopo la società dei consumi, Patrizia Cappelletti, dell’Archivio della generatività italiana ha imvece sottolineato che

L’alternativa al consumo come realizzazione individuale è il ‘generare’ come realizzazione e crescita contestuale. Esiste già un’Italia generativa e movimenti dal consumo alla generatività si registrano anche a livello internazionale: stanno cambiando le connotazioni del concetto di valore, non più solo economico ma multiforme, che ha anche fare con le relazioni, che si produce in luoghi e modi diversi rispetto al passato e che è sempre meno accumulato e sempre più circolante.

Da questo cambiamento ne possono discendere altri, tra gli esempi citati, l’approccio che attribuisce maggiore importanza all’uso dei beni piuttosto che al loro possesso o la crescente rilevanza del movimento dei beni comuni, attorno al quale si creano spazi per nuove alleanze, fino ad arrivare al cambiamento dei criteri di valutazione che dovrebbe portare a privilegiare  le «dinamiche transitive» che «mettono al mondo»  in una logica di contribuzione.

La transizione non è compiuta siamo a un bivio», il rischio è ancora che prevalga la logica efficientista. Per creare una società capace di generare occorre presidiare l’umano con la creatività la responsabilità e il sostegno del limite.

La seconda sessione della giornata ha lasciato spazio alle testimonianze dei territori. Hanno partecipato anche i ragazzi che, grazie al progetto “Comunità che innovano” avranno la possibilità di conoscere e sperimentare nel concreto azioni innovative di lotta alla povertà.

A moderare la sessione Anna Zumbo, coordinatrice del progetto, che ha tessuto un filo conduttore tra gli interventi di

Salvatore Rizzo, della Fondazione di Comunità di Messina, ha spiegato come innovare voglia dire restituire alle persone e alle comunità la capacità e lo spazio per desiderare, citando le esperienze del parco letterario Horcynus Horca del parco sociale di Forte Petrazza

Livio Tesio, direttore del Consorzio Monviso Solidale ha ricordato che, lavorando nel settore pubblico, innovare significa saper cambiare orizzonti, lavorare su quotidiane e spesso invisibili cuciture, avere il coraggio di cambiare strada.

Elena di Bella, dirigente dell’area Politiche sociali della Città metropolitana di Torino, secondo la quale le parole-chiave del cambiamento sono «ascolto attivo» e «connessione». Questi sono gli elementi qualificanti di un ente di area vasta come la Città metropolitana, chiamata ad ascoltare e a connettere contesti (dentro e fuori città, urbano sempre più povero e rurale sempre più ricco di risorse spesso nascoste), ambiti di azione (viene citato Fa bene diffuso a cui partecipano assessorati differenti) e livelli istituzionali (portando ad evidenza le buone pratiche territoriali realizzate in una logica di sistema per promuovere attorno ad esse l’aggregazione di risorse)

Luca Rolandi, giornalista e direttore de “La Voce del popolo” ha portato una riflessione sul ruolo dei media nel raccontare il cambiamento e nel rappresentarne gli attori.

Sergio Durando, direttore dell’Ufficio per la pastorale dei migranti di Torino e presidente di ASAI  ha infine attirato l’attenzione su alcuni snodi-chiave del cambiamento: giovani, mobilità e accoglienza, responsabilità

Paolo Pezzana, sindaco del Comune di Sori (GE) secondo il quale «amministrare oggi è fare il lavoro di animazione della comunità, liberando energie coinvolgendo tutti i cittadini», ha portato esperienze interessanti come la riprogettazione delle aree-gioco fatta con i bambini, la riattivazione della scuola materna parrocchiale con un accordo con l’Amministrazione fino al recupero dei sentieri escursionistici grazie all’apporto di cittadini attivi, fino alla collocazione di una comunità SPRAR perfettamente integrata in una frazione di 200 abitanti.

Tutte queste esperienze suggeriscono forti connessioni l’agire politico e l’agire sociale, connessioni che oggi vanno cercate e trovate con forme espressive nuove, che coinvolgano e che aprano a nuovi orizzonti e, ancora, a nuove connessioni.

La scuola SNODI si è chiusa con la promessa di approfondire e implementare gli argomenti affrontati. E con la consapevolezza di esser parte di un processo generativo di innovazione che sta già dando ottimi frutti e che lavora su un ventaglio di opportunità estremamente interessanti.


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