S-nodi | Contro lo spreco alimentare un manuale per migliorare le iniziative
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Contro lo spreco alimentare un manuale per migliorare le iniziative

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Secondo gli ultimi dati resi noti dalla Fao, ogni anno si sprecano circa 222 milioni di tonnellate di cibo nei Paesi industrializzati, di cui 182 chili di pro-capite all’anno solo in Europa e il 42% di questi in ambito domestico. Lo spreco alimentare comprende due sottocategorie: ‘food losses’ nelle fasi di semina, coltivazione, raccolta, trattamento, conservazione e prima trasformazione agricola e ‘food waste’ (trasformazione industriale, distribuzione e consumo finale.

Il dato italiano è stimato in 5 milioni di tonnellate di cibo all’anno per un valore complessivo di 13 miliardi e di 1.600 euro pro capite all’anno; un dato che contrasta con il numero delle persone in povertà alimentare, che si attesta attorno ai 5 milioni e mezzo con una forte presenza di minori (1,3 milioni).

Per contrastare questo fenomeno il Parlamento italiano ha da poco approvato la cosiddetta legge anti-spreco. Prima ancora aveva introdotto una norma secondo cui comunicazione preventiva alle autorità competenti da parte di chi dona alimenti ora non è più obbligatoria nel caso in cui gli alimenti ceduti siano facilmente deperibili o abbiano un valore inferiore o pari a 15.000.

Molte altre azioni sono in corso. Vi sono ad esempio numerose iniziative educative, volte soprattutto alle scuole, così come sono molte le prassi operative di recupero degli alimenti non consumati ma ancora interi e commestibili. Da oggi queste prassi operative sono raccolte in un manuale pubblicato da Caritas italiana e Fondazione Banco Alimentare che intende chiarire alcuni aspetti che da sempre mettono in crisi le organizzazioni sul fronte della lotta allo spreco alimentare. Il suo scopo è definire, all’interno di un panorama normativo in continua evoluzione, cosa può essere fatto e cosa no da chi si occupa di raccolta del cibo, senza incorrere in problemi con le autorità preposte ai controlli.

Vengono definiti i requisiti minimi, di cui si devono dotare le organizzazioni che intendono recuperare e redistribuire gli alimenti, e sancisce la possibilità di azioni atte a aumentare la disponibilità di cibo e la sua fruibilità nel tempo.
Normative haccp, trattamento dei termini minimi di conservazione (Tmc) e gestione della conservazione a freddo sono i principali temi affrontati dal manuale, con l’obiettivo di facilitare emettere a regime i progetti di recupero degli alimenti che coniugano solidarietà e sicurezza (collette, raccolte, campagne di recupero, empori solidali).
La norma, il sistema di azioni e il manuale di pratiche, però non sono sufficienti, secondo Caritas italiana è necessario condividere un’opera culturale, che metta profondamente in discussione stili di vita. La pubblicazione va anche in questa direzione.

Fonte: Italia Caritas

Approfondimento: Legge contro lo spreco alimentare 


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